Giugno 2008 - Giugno 2013 / Anno V
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giovedì 31 maggio 2012

Sigarette e Mozziconi per terra? Sì alla multa!

di Finnegan - Nella Giornata mondiale contro il Tabacco (il No Tobacco Day), organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, c’è da segnalare la positiva curiosità dei risultati dell’indagine della Doxa commissionata dall'Istituto superiore di sanita' (Iss): la stragrande maggioranza degli italiani (l’84%) è favorevole alla multa per chi getta i mozziconi di sigaretta per strada; e favorevoli sono gli stessi fumatori, in una percentuale minore, ma sempre oltre la maggioranza: il 64%.
A Ferrara, da Marzo - spiegano al Comune - chi butta la sigaretta per terra rischia una multa fino a 100 euro ed ha il cosiddetto obbligo di rimozione della cicca. A Firenze - come racconta Repubblica - si arriva a 150 euro; a Parma si sale a 300 euro; a Trento addirittura a 500.
Secondo la maggior parte delle fonti, quel che rimane della sigaretta fumata, ossia il filtro, ci mette da 1 a 5 anni per biodegradarsi nell’ambiente; nel frattempo però ha rilasciato parecchie sostanze nocive: studi dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) indicano che fumare una sigaretta libera nell’aria più di 4.000 “sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena” e nel mozzicone se ne conservano altre, tra cui benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come Polonio-210. Sempre l’Enea ha calcolato che solo in Italia, ogni anno, vengono gettati per terra più di 71 miliardi di mozziconi.

L’indagine Doxa è stata elaborata in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e presentata questa mattina a Roma al ministero della Salute.

Nell'immagine il mozzicone di una sigeratta, di Sillyputtyenemies da Wiki Commons, qui.

Per approfondire:
Il No Tobacco Day
Scheda della Giornata dal Ministero della Salute

mercoledì 30 maggio 2012

I crolli nelle aree industriali nel terremoto in Emilia-Romagna. Perché

di Finnegan - La mappa del rischio sismico dell'Italia è stata completata ed aggiornata solo nel 2003; ossia 9 anni fa. Come si può vedere nella sezione specifica online dell'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, una prima classificazione dei rischi territoriali risale al 1984; nel 1998 c'è stata una proposta di riclassificazione (e quindi di aggiornamento), ma solo nel 2003 il lavoro si è concretizzato.
Come specifica ulteriormente il testo esplicativo sul sito della Protezione Civile, dal 2003 non esiste più in Italia una zona Non a Rischio. Tutta la Penisola è considerata a rischio sismico: la differenza è tra il maggiore o minore rischio.

Come ha fatto notare il prof.Bernardino Chiaia - Ordinario di Scienza delle Costruzioni del Politecnico di Torino e membro del consiglio di amministrazione dell'INGV, intervistato da varie testate giornalistiche - i crolli delle costruzioni industriali nei comuni colpiti dal sisma del 20 Maggio riguardano "capannoni costruiti in zone che al momento della progettazione erano considerate non sismiche".

Chiaia ha spiegato anche che, per la loro semplicità, i capannoni industriali sono vulnerabili soprattutto alle sollecitazioni orizzontali che possono essere provocate da un terremoto ed anche dal vento.
Chiaia ha comunque aggiunto che ci sono accorgimenti preventivi che possono essere presi: "Come collegare tra loro le travi in modo rigido per renderle più resistenti, utilizzare dei controventi, cioè delle strutture specifiche che aumentano la resistenza orizzontale, irrigidire i nodi. Sono tecniche che hanno un costo medio e che vengono già usate se l'edificio ha dei pannelli solari sul tetto, che fanno da vela".

Nell'immagine una delle mappe sismiche dell'Italia dal sito dell'INGV.

Per approfondire
INGV 

giovedì 20 ottobre 2011

Una fotocamera rivoluzionaria

di LiberaMens - La Lytro Camera è una macchina fotografica paragonabile all'occhio umano perché in un solo scatto cattura tutti i piani focali che possono poi essere regolati successivamente: la fotografia digitale che viene prodotta consente infatti di focalizzare uno alla volta tutti i piani, dal primo piano, allo sfondo. Un po' come facciamo noi quando ci guardiamo attorno: vediamo distintamente il punto centrale e sfumiamo tutto il resto senza alterare la percezione della luce globale; un meccanismo biologico perfetto che ci permette di continuare a percepire la stessa quantità di luce anche se ci spostiamo con gli occhi da un punto su uno sfondo scuro ad un altro su un primo piano luminoso. Meccanismo che le fotocamere reflex non hanno ancora eguagliato e che si simula al momento con le tecniche di HDR, High Dynamic Range, in cui si fondono in un'unica foto, scatti con esposizioni diverse.

La Lytro Camera è una fotocamera plenottica digitale ed è l'evoluzione delle ricerche sui 'campi luminosi' (libera traduzione di Light Fields) cominciati 15 anni fa all'Università di Stanford, in California. E' cioè una fotocamera composta da innumerevoli altre fotocamere, ognuna responsabile di catturare le differenti quantità di luce con un'esposizione perfetta. Naturalmente le tecnologie digitali hanno permesso di ridurre le dimensioni della struttura (vedi immagine) che inizialmente occupava un'intera stanza, con tante macchine fotografiche collegate ad un computer che analizzava e integrava tutti i dati. Ed ora il tutto è concentrato in un super sensore, associato ad un micro processore, che fa le veci del computer, ed un set di lenti ottiche con uno zoom 8X ed un'apertura f/2 costante.

L'utilizzo non richiede particolari conoscenze. Basta inquadrare e scattare. Al resto ci pensa lei. Una volta scaricata - grazie al software relativo compreso nella confezione - possiamo giocare con i piani focali della fotografia, cliccando col mouse sulla zona che vogliamo mettere in risalto. Provate con la foto sottostante!


Foto di Eric Cheng / Lytro: Wushu guru Rob Dull al Golden Gate Park.

La Lytro Camera è in vendita sull'omonimo sito a 399 dollari per la versione da 8GB e a 499 per la versione da 16GB. La rivoluzione che porterà tra gli appassionati sarà pari a quella delle istantanee Polaroid, magari non prima di qualche anno; sarà interessante vederne poi l'evoluzione.

Le immagini sono tratte dal sito della Lytro Camera.

Per approfondire
La Lytro Camera
Galleria di immagini
L'HDR Imaging
Il campo luminoso (Light Field)

domenica 18 settembre 2011

Insopportabili vizi stradali: la freccia questa sconosciuta!

di LiberaMens - Per 2 volte, oggi, ho rischiato di aver un incidente perchè l'auto che era davanti a me continuava a cambiare direzione senza segnalarne l'intenzione con le frecce. Non solo. Andando entrambi nello stesso senso, il guidatore non si è neanche preoccupato di controllare lo specchietto retrovisore, cosa che gli avrebbe permesso di constatare che anch'io stavo girando nella stessa direzione e che la mia freccia era stata azionata già prima che lui iniziasse a spostarsi.
Non è la prima volta che mi capita. Abito in una grande città e ormai mi diverto, nei mie spostamenti, a fare dei piccoli sondaggi immediati sui comportamenti stradali e tra questi l'uso delle frecce di segnalazione: posso affermare, senza timore di smentita, che l'80% degli automobilisti guida incurante del fatto che le frecce di segnalazione non sono un optional e che la concessionaria ha loro venduto un veicolo già provvisto di tale strumento, perfettamente funzionante.
E pensare che la multa relativa a questa pessima abitudine è pari a quella del divieto di parcheggio, di 39 euro; il minimo, perchè poi può arrivare anche a 159 euro, con la decurtazione inoltre di 2 punti dalla patente. 
Vigili e Polstrada avrebbero molte più entrate se multassero questi contravventori. Eppure, mai ho visto fermare qualcuno perchè dimentico di aver messo la freccia ... per non parlare dei telefonini, ma questa sarà un'altra storia!

Ecco cosa dice il Codice della Strada (in grassetto l'evidenziazione della parte in discussione):

Art. 154.

Cambiamento di direzione o di corsia o altre manovre (1)
1. I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un'altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:
a) assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;
b) segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.
2. Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l'intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare.
3. I conducenti devono, altresì:
a) per voltare a destra, tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata;
b) per voltare a sinistra, anche per immettersi in luogo non soggetto a pubblico passaggio, accostarsi il più possibile all'asse della carreggiata e, qualora si tratti di intersezione, eseguire la svolta in prossimità del centro della intersezione e a sinistra di questo, salvo diversa segnalazione, ovvero quando si trovino su una carreggiata a senso unico di circolazione, tenersi il più possibile sul margine sinistro della carreggiata. In entrambi i casi i conducenti non devono imboccare l'altra strada contromano e devono usare la massima prudenza;
c) nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, dare la precedenza ai veicoli in marcia normale.
4. È vietato usare impropriamente le segnalazioni di cambiamento di direzione.
5. Nell'esecuzione delle manovre i conducenti non devono eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente.
6. L'inversione del senso di marcia è vietata in prossimità o in corrispondenza delle intersezioni, delle curve e dei dossi.
7. Chiunque viola la disposizione del comma 6 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 318. (2)
8. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 39 a euro 159. (2)
(1) Vedi art. 349 reg. cod. strada.
(2) Comma così modificato dal D.M. 22 dicembre 2010, in G.U. n. 305 del 31-12-2010.
Inoltre, come già detto, il mancato o improprio uso delle frecce, come da art.154, porta alla sottrazione di 2 punti patente.
L'immagine, presa da Wikipedia, è di pubblico dominio.

Per approfondire
Il Codice della Strada sul sito della Polstrada (ultimo aggiornamento Pdf)

martedì 13 settembre 2011

La Strage di Ustica, la carta civile

Dopo praticamente 31 anni di vicende processuali penali che non hanno portato a nulla, il caso della Strage aerea di Ustica del 27 Giugno 1980 può in qualche modo riaprirsi grazie ad un nuovo processo civile. Il giudice Paola Proto Pisani, del Tribunale di Palermo, ha infatti condannato lo Stato, nello specifico i ministeri della Difesa e dei Trasporti, ad un risarcimento danni di 100 milioni di euro perché responsabile di non aver garantito la sicurezza del volo civile Bologna-Palermo della compagnia aerea Itavia, ma anche per l'occultamento della verità con depistaggi e distruzione di atti.

E' la seconda condanna di questo genere: la prima (sentenza del 30 maggio 2007, confermata anche in Appello) riguardava un risarcimento di 980 mila euro ai familiari di 4 delle 81 vittime da parte degli stessi dicasteri.
In questo secondo processo, che si è aperto il 9 gennaio 2008, la linea degli avvocati delle parti civili (un ottantina di familiari) si è basata sulla responsabilità' dello Stato, indipendentemente dall'accertamento della causa del disastro aereo, ed è stata così accolta dalla Corte. 

La tesi su cui si basano le decisioni è quella dell'abbattimento con un missile da parte di un aereo militare, come ipotizzato nell'istruttoria del giudice Rosario Priore (durata quasi 9 anni) che mette - tra l'altro - in risalto la pericolosità di quel tratto di cielo proprio perché assiduamente utilizzato in quegli anni dalle diverse Aeronautiche Militari, non solo di Italia e Francia, ma anche dagli aerei britannici e dalle unità della Nato per il controllo dell'area mediterranea e Nord-africana, in particolare della Libia. 

Sulla sentenza di Palermo, lo Stato ha annunciato il ricorso in Appello.
Foto di Luca Ghedini, tratta da Wikipedia, Licenza CC BY-SA 3.0

I fatti
  • Il 27 Giugno 1980 il DC-9 dell'Itavia I-TIGI IH-870 decolla da Bologna alle 20:08 (18:08 UT, Tempo Universale), destinazione Palermo: a bordo ci sono 81 persone, tra passeggeri ed equipaggio.
  • Poco prima delle 21 c'è l'ultima comunicazione radio tra il comandante e la torre di controllo di Roma Ciampino.
  • Alle 20:59 (18:59 UT) si registra l'ultimo segnale del trasponder.
  • Alle 21:04 (19:04 UT) la chiamata della torre di controllo per l'autorizzazione alla discesa non riceve risposta.
  • L'aereo era precipitato, circa 62 miglia a Nord dell'Isola di Ustica.
Per approfondire:
L'Associazione Parenti delle Vittime
Il sito di documentazione giornalistica Stragi80.it
L'articolo del giornalista Fabrizio Colarieti

giovedì 11 giugno 2009

Non ci credo, è uno scherzo? No ... è tutto vero ... Un Nobel a Berlusconi

11 Giugno 2008 - A volte accade che navigando per il web ci si possa imbattere in siti interessanti, ironici e ben fatti come se, perdendo la bussola della rotta, si approdi su una bella isoletta felice, non segnata sulla mappa ma degna di esplorazione. E' una bella sensazione fare di queste scoperte.
Ebbene questa che vi presento è una scoperta sconvolgente, tale da FAR CADERE LE BRACCIA e chiedersi seriamente come sia avvenuto il lavaggio del cervello capace di generare simili convinzioni.
Basta il titolo: "silvio berlusconi nobel - Sito ufficiale per la candidatura di Silvio Berlusconi al Premio Nobel per la Pace 2010".

domenica 7 giugno 2009

Report presenta "La ricaduta", la guerra sporca per il petrolio nigeriano

7 Giugno 2009 - L'altra faccia della medaglia che l'informazione quotidiana non ha mai il tempo di approfondire e di presentare al pubblico: Report racconta la versione del Mend, il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger, sui motivi della guerriglia armata e della politica dei rapimenti contro tecnici e dipendenti di livello delle compagnie petrolifere che da decenni estraggono l'oro nero nella regione con conseguenze oramai disastrose da ogni punto di vista.
Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo, visto che nel rapporto "The price of Oil" del 1999 di HRW, l'organizzazione indipendente di Human Rights Watch, si profilavano tutti gli scenari poi verificatisi, mettendo persino in guardia sulla possibilità di escalation di violenza e di corruzione politica che il reportage di Report mostra in tutta la sua cruda realtà odierna...

venerdì 8 maggio 2009

Un piccolo aiuto all'Abruzzo terremotato


8 Aprile 2009 - Grazie alla rete Internet il piccolo ma utile contributo che noi internauti possiamo dare nell'emergenza del terremoto in Abruzzo, nelle zone della provincia dell'Aquila, è quello di divulgare nel modo più capillare possibile tutte le informazioni sui canali di soccorso attivi. Di seguito pubblichiamo tutti i link che siamo riusciti a trovare e a verificare ...

mercoledì 10 settembre 2008

Dopo i Citizen Journalists, dall'America i Citizen Detectives


10 Settembre 2008 - New York, la Grande mela, è la metropoli che non dorme mai: non dormono i suoi cittadini, che siano rispettosi o meno della legge. Il Dipartimento di Polizia - il famossissimo NYPD (New York Police Department) - non ha quindi nessuna intenzione di farsi cogliere impreparato sul fronte della sicurezza e, dopo aver attivato un servizio di segnalazioni tramite Sms comune in altre città statunitensi, ora si è organizzato per ...

martedì 22 luglio 2008

Metro dopo metro

22 Luglio 2008 - Tra mille difficoltà non si arresta l'avvicinamento verso la sicurezza dei due alpinisti Walter Nones e Simon Kehrer che, nella spedizione alla conquista della vetta del Nanga Parbat, hanno perso il loro capo-cordata Karl Unterkircher.
LiberaMens chiuderà per qualche giorno e non potrà quindi essere aggiornato. Ma non voglio lasciare un vuoto nel raccontare una storia che mi ha coinvolto profondamente e che mi lascia col fiato sospeso per i sentimenti e gli istinti che sta mettendo in campo, sia dal punto di vista del lettore, sia - a maggior ragione - nel cuore e nell'animo di chi è sopravvisuto alla prima tragedia ed ora lotta per tornare a casa salvo.
La lenta discesa di Nones e Kehrer è raccontata passo passo, ora dopo ora, da Montagna.org, dove vengono puntualmente pubblicati articoli, foto e audio delle telefonate tra gli scalatori ed il centro di coordinamento dei soccorsi istituito da Agostino Da Polenza al Comitato Ev-K2-Cnr di Bergamo.
Aggiornamenti sono anche sul sito di Karl Unterkircher, dove rimangono le ultime sue parole e video della spedizione al Nanga Parbat... Sull'articolo completo di LiberaMens tutti i link ai siti.

sabato 19 luglio 2008

Il mortale Nanga Parbat

19 Luglio 2008 - Due formichine su una montagna di zucchero. Più di tante descrizioni, al tempo drammatiche ed angoscianti, vedere nelle immagini i due poveri alpinisti Walter Nones e Simon Kehrer, ripresi dallo scomparso compagno Karl Unterkircher, colpisce ancora più in profondità l'animo. Erano partiti in tre per conquistare una parete inviolata del Nanga Parbat: 8.126 metri nella catena dell'Himalaya, la nona cima più alta del Mondo. Ma ora sono in due a combattere per tornare a casa vivi ...

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